Conjugação do verbo em italiano - regras

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Verbo italiano

Forme verbali

1. Che cos'è un verbo?

In grammatica, il verbo non è solo una delle parti del discorso, ma è soprattutto il nucleo della frase intorno al quale sono organizzati gli altri elementi.

Un verbo presuppone l'esistenza di un soggetto che è di solito la persona o la cosa che ci interessa, e che è responsabile per l'azione del verbo. (I casi in cui questo è discutibile sono discussi nella Sezione Verbi impersonali, con verbi come “bisognare”, “occorrere” o “piovere”).

  • Marco parte domani.
  • Sara diventerà infermiera.
  • Io ho mangiato.

Le principali variabili del verbo italiano sono la persona, il numero, il tempo, il modo, la funzione (transitiva o intransitiva), la forma, che può essere riflessiva e pronominale, attiva o passiva.

Persona

1ª singolare: io penso

2ª singolare: tu pensi

3ª singolare: egli pensa

Numero

1ª singolare: io mangio

1ª plurale: noi mangiamo

Tempo

presente: io vado

futuro: io andrò

Modo

indicativo: io vado

condizionale: io andrei

Transitività

transitivo: lei mangia la mela

intransitivo: lei parte

Forma

negativa: non sento

interrogativa: hai già telefonato?

attiva: io scrivo una lettera

passiva: la casa è stata costruita in tre mesi

riflessiva: io mi lavo

pronominale: mi sono accorto dell'errore

2. Radice e desinenza

Le forme verbali sono costituite da una radice (parte stabile) che esprime il significato del verbo (ingrass-are, sottomett-ere, appar-ire) e una desinenza (parte finale e variabile del verbo) che cambia a seconda della persona, del numero, del tempo e del modo:

  • am-are (amare) → am-o, am-avo, am-erò
  • rid-ere (ridere) → rid-o, rid-evo , rid-erò

La persona e il numero sono importanti perché il verbo deve essere accordato con il soggetto. Tuttavia in italiano, il soggetto è spesso omesso, in quanto è indicato dalla desinenza del verbo.

  • Parte domani.
  • Partiamo?
  • Diventeremo infermiere.
  • Ho mangiato.
  • È andato via.
  • Telefonerò può tardi.

Guardiamo la coniugazione completa del verbo comprare al presente indicativo:

  • (io) compro / (noi) compriamo
  • (tu) compri / (voi) comprate
  • (lui) compra / (loro) comprano

Poiché la desinenza del verbo è specifica per ogni persona, il pronome personale soggetto non è realmente necessario. In inglese, invece, visto che non c'è differenza nella forma verbale tra “I buy”, “you buy”, “they buy”, i pronomi sono gli unici a poter indicare il soggetto.

Spesso, quando i pronomi personali in italiano non sono omessi, è perché vengono usati per enfatizzare il soggetto dell'azione o perché c'è ambiguità.

  • Io ci sono andato. = Forse qualcuno non è andato, ma io ci sono andato./ Sono stato io ad andare non un altro!
  • Io l’ho detto, non tu. = Sono stato io a dirlo, non tu.

3. Modi e tempi

Esistono quattro modi finiti (ovvero aventi persona e numero): indicativo, condizionale, congiuntivo e imperativo. Esistono poi tre modi indefiniti o non finiti: infinito (ex. amare), participio (ex.amato) e gerundio (ex.amando). L’infinito e il gerundio non hanno persona o numero espressi. Il participio passato ha invece quattro forme: maschile singolare, femminile singolare, maschile plurale e femminile plurale (amato, amata, amati, amate).

Ad eccezione del condizionale e dell'imperativo, ogni modo può avere più tempi, forme semplici e composte. Ad esempio, i tempi semplici dell'indicativo sono presente, imperfetto, futuro semplice, passato remoto mentre i tempi composti sono passato prossimo, trapassato prossimo, trapassato remoto, futuro anteriore. I tempi composti si formano con il participio passato del verbo preceduto dal verbo ausiliare coniugato (ci sono due verbi ausiliari principali in italiano: essere e avere. Vedi anche la sezione Verbi ausiliari.

4. Funzione transitiva e intransitiva

Il verbo è transitivo quando può avere un complemento oggetto:

  • Paola legge il libro.

È invece intransitivo quando non ha il complemento oggetto.

  • Luca viaggerà (in treno).

Esistono alcuni verbi che possono avere un doppio uso ed essere transitivi o intransitivi a seconda del contesto e del significato con cui vengono usati. Vediamone degli esempi.

VERBO USO TRANSITIVO USO INTRANSITIVO
CORRERE Ho corso un bel rischio. Sono corso da te appena ho saputo.
FINIRE Marta ha finito i compiti. La lezione è finita.
FUGGIRE Ho fuggito il pericolo. Sono fuggito di corsa.
PASSARE Luca mi ha passato la palla. Quanto tempo è passato!

5. Forma attiva e passiva

La forma passiva in italiano si forma aggiungendo il participio passato all'ausiliare essere o avere (ma può anche essere usato il verbo venire, che funge da ausiliare):

  • (io) sono nominato(a)
  • (tu) sei nominato(a)
  • (lui/lei) è nominato(a)
  • (noi) siamo nominato(e)
  • (voi) siete nominato(e)
  • (loro/esse) sono nominato(e)

Si noti che con il verbo essere (o venire) come ausiliare, il participio passato deve sempre essere d'accordo con il soggetto in termini di genere e numero.

Il verbi transitivi possono avere forma attiva o passiva. Nella forma attiva il soggetto compie l'azione, nella forma passiva la subisce.

  • La ditta costruisce la casa. (forma attiva)
  • La casa è costruita dalla ditta Oppurre La casa viene costruita dalla ditta. (forma passiva)

Spesso nelle frasi passive (come ad esempio in quella sopra) chi compie l'azione è espresso tramite la preposizione da seguita da un sostantivo, cioè tramite un complemento d'agente. Il complemento d'agente, tuttavia non è sempre necessariamente presente:

  • Siamo stati promossi.

Attenzione: i verbi intransitivi non hanno una forma passiva.

Tuttavia assomigliano alle forme passive nei modi composti poiché prendono come ausiliare il verbo essere seguito da un participio passato:

  • Lei è rispettata nel suo lavoro. = forma passiva del verbo rispettare
  • Lei è rimasta nel suo ufficio. = passato prossimo del verbo rimanere

Forme verbali

Verbo italiano

1. Forme riflessive e pronominali

In italiano esistono molti verbi riflessivi.

Questi verbi sono detti riflessivi perché "riflettono" l'azione del verbo sul soggetto della frase. Quando un verbo è riflessivo, il pronome (mi, ti, si, ci, vi, si) ha la funzione di complemento oggetto diretto o di oggetto indiretto (mi sono detto che).

Ecco alcuni dei verbi riflessivi italiani più importanti: accomodarsi, addormentarsi, alzarsi, annoiarsi, arrabbiarsi, chiamarsi, chiedersi, divertirsi, farsi, fermarsi, lavarsi, perdersi, pettinarsi, preoccuparsi, prepararsi, ricordarsi, sbrigarsi, svegliarsi, vestirsi.

  • Io mi lavo. (= io lavo me stesso)
  • Mariella si veste. (= Mariella veste se stessa)
  • Mi alzo alle sette.
  • Lucia si è fatta male.
  • I bambini si divertono.
  • Si accomodi!

In italiano ci sono diversi tipi di forme riflessive, noti come riflessive reciproche, riflessive apparenti, pronominali ecc. Non tutte verranno elencate qui di seguito, ma solo alcuni dei casi più interessanti da ricordare anche per i madrelingua.

  • Mario si è comprato un orologio - Forma riflessiva apparente, quando l'azione del verbo non si riflette sul soggetto, quindi il pronome riflessivo non ha la funzione di oggetto diretto.
  • Alessia e Caterina si sono abbracciate (= Alessia ha abbracciato Caterina e Caterina ha abbracciato Alessia, cioè si sono abbracciate l'un l'altra) - Forma riflessiva reciproca. Questi verbi sono usati solo al plurale e l'azione è "reciproca".
  • Mi si è informicolato un braccio. (= il mio braccio si è intorpidito, ho perso la sensibilità del braccio) - Forma pronominale; in questo caso si tratta di uno dei verbi intransitivi pronominali. In questi verbi è spesso implicita un'idea di "diventare" e vi troviamo le presenza di pronomi doppi.

L’infinito dei verbi riflessivi e pronominali è riconoscibile perché terminano in -si: abbracciarsi, scurirsi, invidiarsi. L’infinito dei verbi riflessivi e pronominali è riconoscibile perché terminano in (mi, ti, si, ci, vi, si) e l'ausiliare è sempre essere (anche se il verbo prende “avere” quando non è usato in modo riflessivo)!

NB: Alcuni verbi pronominali in italiano aggiungono l pronome (clitico) ne dopo il pronome riflessivo. Di questi verbi, uno dei più importanti è andarsene.

  • Me ne vado.
  • Vattene!
  • Ce ne andiamo.
  • Se ne sono andati.

Un caso interessante da ricordare è anche il verbo prendersela, che è molto usato al giorno d'oggi:

  • Non te la prendere, è solo un bambino!
  • Se la prende ogni volta che provo a dirgli qualcosa!

Approfondimento: PRONOMI DOPPI-CONTRATTI

Dopo aver menzionato i pronomi doppi e contratti precedentemente, qui di seguito renderemo questo argomento più chiaro, visto che si tratta di pronomi molto utilizzati in italiano.

1. Quando si usano due pronomi insieme, alcuni pronomi cambiano nelle forme indirette:

mi - me
ti - te
ci - ce
vi - ve
  • Me li dai?
  • È mia, non te la do.
  • Ce l’hanno promesso.
  • Ve lo mando domani.

2. Quando si usa gli (ovvero a lui o a loro) e le (ovvero a lei) con lo, la, li o le, si aggiunge una –e al clitico gli e lo si unisce a lo, la, li, le:

gli/le + lo - glielo
gli/le + la - gliela
gli/le + li - glieli
gli/le + le - gliele
  • Glieli hai promessi.
  • Gliele ha spedite.
  • Carlo? Glielo dirò domani.

3. Quando si usano due pronomi insieme per dare un ordine o quando si usa l'infinito, i due pronomi si uniscono e vengono aggiunti al verbo.

  • Mi piacciono, ma non vuole comprarmeli.
  • Ecco la borsa per Anna, puoi dargliela?
  • Non abbiamo i biglietti, può mandarceli?

4. Si noti che quando si usano due pronomi insieme l'oggetto indiretto viene prima e la “e” finale dell'infinito viene eliminata:

prendere + mi + li - prendermeli
mandare + ti + le - mandartele

Un caso interessante riguardo l’uso dei pronomi con i verbi è l’imperativo nelle frasi negative. Come dire a qualcuno di non fare qualcosa?

Per la seconda persona singolare TU in presenza di un pronome, bisogna unirlo all’infinito o metterlo prima:

  • Non toccarlo! oppure Non lo toccare!
  • Non dirglielo! oppure Non glielo dire!
  • Non farmi ridere! oppure Non mi far ridere!
  • Non preoccuparti! oppure Non ti preoccupare!

Per le altre persone VOI, NOI in caso di pronomi, si utilizza l’imperativo al quale si attaccano i pronomi alla fine:

  • Non guardateli!
  • Non ditemelo!
  • Non mangiamoli tutti.
  • Non diamoglielo.

Per le forme di cortesia LEI/LORO dell'imperativo i pronomi vanno prima e si utilizza il congiuntivo (motivo per cui i pronomi oggetto devono sempre precedere il verbo e non sono mai uniti ad esso; ex: Me lo dia!).

  • Non li guardi, signora.
  • Non si preoccupino, signori.

NB: Vi ricordate che l'imperativo combina, o per così dire "prende in prestito" forme dal congiuntivo (gli imperativi di cortesia) e dall’infinito (gli imperativi negativi)?

2. Forme progressive e gerundio

L'italiano ha una costruzione progressiva, anche chiamata perifrastica o perifrasi progressiva, che si forma combinando il simil-ausiliare stare al presente o all’imperfetto con il gerundio di qualsiasi verbo. La perifrasi progressiva ha il vantaggio di indicare il momento focalizzato con specifica esattezza.

Presente progressivo Imperfetto progressivo
(io) sto parlando, correndo etc. (io) stavo parlando, correndo etc.
(tu) stai parlando, correndo etc. (tu) stavi parlando, correndo etc.
(lui) sta parlando, correndo etc. (lui) stava parlando, correndo etc.
(noi) stiamo parlando, correndo etc. (noi) stavamo parlando, correndo etc.
(voi) state parlando, correndo etc. (voi) stavate parlando, correndo etc.
(loro) stanno parlando, correndo etc. (loro) stavano parlando, correndo etc.

Il gerundio esprime un'azione verbale che è collegata in qualche modo ad un'altra azione. L'esatta interpretazione della relazione tra i due verbi dipende in gran parte dal contesto. Si tratta di una forma non finita del verbo e quindi non varia a seconda di genere e numero.

Il gerundio ha quindi una sola forma: -ando per i verbi del primo gruppo, e -endo per tutti gli altri.

  • Leggendo, ho imparato molte cose. = gerundio
  • Mentre stavo leggendo è entrata la zia. = perifrasi progressiva stare + gerundio

Una forma alternativa della forma progressiva è la perifrasi continua, che si ottiene con il verbo andare:

  • Il tempo va migliorando sensibilmente.

Questo costrutto indica che l'avvenimento è in corso ed è destinato a progredire ancora. A differenza della perifrasi costruita con il verbo stare, quella formata con il verbo andare può essere formata anche con l'uso dei tempi composti come il passato prossimo:

  • Il tempo è andato man man migliorando.

NB: Come utilizzare i pronomi con il gerundio?

I pronomi vengono solitamente uniti alla fine del verbo al gerundio.

  • Vedendoli è scoppiata in lacrime.
  • Ascoltandolo mi sono addormentato.
  • Incontrandosi per caso sono andati al bar.
  • Alzandosi dal letto, ha sbattuto la testa.

Con la costruzione perifrastica stare + gerundio?

I pronomi clitici possono essere sia anteposti alle forme dell'ausiliare, sia posposti alla forma del gerundio: tuttavia nella pratica, a sto lavandomi si preferisce il più comune mi sto lavando.

  • Ti sto parlando
  • Ci sto pensando
  • Si sta vestendo
  • Me lo stavano mostrando
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